IL PRURITO NEL CANE – DERMATITE ATOPICA CANINA

Zoe è una cagnolina di 3 anni che verso l’anno di età ha iniziato a manifestare una sintomatologia pruriginosa ingravescente, tanto da tenere la proprietaria sveglia durante la notte. Si grattava e leccava talmente tanto da provocarsi delle lesioni molto gravi sulle zampe e sul collo. Ha quindi intrapreso un iter diagnostico dermatologico completo che ha portato alla diagnosi di dermatite atopica canina.

Ma perchè ha iniziato a grattarsi così tanto? Quali sono le cause del prurito nel cane? Come si arriva a una diagnosi e quindi a un corretto trattamento? e cos’è la dermatite atopica? L’argomento è veramente vasto e mi riesce difficile sintetizzarlo in un breve articolo, però voglio darvi alcuni spunti.

Partiamo dal principio: cos’è il prurito?

Prurito: 1. Particolare sensazione cutanea che induce a grattarsi, provocata da cause diverse, sia esterne (fisiche, chimiche, parassitarie) sia interne (tossiche, nervose, medicamentose), oppure sintomo di determinate malattie della pelle, o da cause indeterminate (pessenziale o primitivo o, con una qualificazione lat., sine materia)

Nei nostri animali classifichiamo il prurito in 2 categorie: prurito non allergico e prurito allergico. Nelle cause di prurito non allergico includiamo i parassiti (pulci e acari della rogna principalmente), sovrainfezioni batteriche o da malassezia, e l’eventuale contatto con sostanze pruriginose o irritanti per la cute. Nelle cause di prurito allergico ritroviamo principalmente: le allergie alimentari (reazioni avverse al cibo), allergie ambientali, ipersensibilità al morso di pulce, dermatite atopica stagionale o annuale. La storia clinica del paziente è fondamentale per un corretto iter e questo vale sia per il cane sia per il gatto, infatti la dermatite atopica è una diagnosi per esclusione! Il trattamento con un antiparassitario è d’obbligo in qualsiasi caso, anche in mancanza di ectoparassiti evidenti. Una volta escluse le cause non allergiche, si apre il mondo delle allergie. Focalizziamoci sulle allergie alimentari e sulla dermatite atopica:

allergie alimentari/reazione avversa al cibo: tutti pensano che il pollo sia la prima proteina coinvolta nelle allergie alimentari, ma questo non è vero. Si è visto che il manzo si trova al primo posto, seguito dal pesce per il gatto e dai latticini per il cane, mentre il pollo è al terzo posto. L’unico modo per diagnosticare una allergia alimentare è somministrare al proprio animale per 8 settimane un prodotto ipoallergenico o anallergenico e, se il prurito scompare, reintrodurre una alla volta per almeno 7 – 10 giorni la proteina sospetta, che può essere pollo, manzo, salmone ecc (test di provocazione). Se il prurito si ripresenta, sarà possibile capire quale fonte proteica è coinvolta nella reazione avversa. I test allergologici per le intolleranze alimentari non fanno diagnosi! Possono essere un aiuto per l’esclusione di alcune proteine e per la preparazione di una dieta casalinga. Inoltre i prodotti monoproteici non sono ipoallergenici: in un prodotto ipoallergenico o anallergenico le proteine vengono “smontate” in parti talmente piccole da non stimolare il sistema immunitario e di solito si tratta di idrolizzati di piume o idrolizzati della soia. Le aziende produttrici sono molto attente e rigorose e difficilmente ci possono essere contaminazioni con altre proteine. Un in prodotto monoproteico si usa una sola proteina non idrolizzata, possono esserci contaminazioni con altre fonti proteiche all’interno dello stabilimento.

– dermatite atopica: malattia allergica cutanea infiammatoria e pruriginosa a predisposizione genetica, con caratteristiche tipiche e associata alla produzione di anticorpi IgE, nella maggior parte dei casi, specifici per allergeni ambientali. I segni clinici più comuni sono l’otite bilaterale, congiuntivite/blefarite, prurito, arrossamento dei cavi ascellari, addome, centro coscia, infiammazione dei sacchi anali, sovrainfezioni cutanee.

I segni clinici cutanei della dermatite atopica e della reazione avversa al cibo sono sovrapponibili.

ITER DIAGNOSTICO

La visita di base e la storia clinica del paziente sono fondamentali. Si eseguono gli esami dermatologici di base per confermare o escludere la presenza di sovrainfezioni batteriche o micotiche, che andranno curate, o di parassiti, per i quali resta comunque imprescindibile un trattamento antiparassitario completo tutto l’anno. Si è soliti impostare una dieta ipoallergenica idrolizzata per 8 settimane, questa è una scelta soggettiva del Medico Veterinario basata sulla clinica e sul paziente, sicuramente l’uso di un prodotto con bassa o nulla capacità allergizzante è sicuramente consigliato. Il prurito va controllato: attualmente disponiamo di farmaci estremamente efficaci con pochi effetti collaterali come l’oclacitinib (apoquel) o il cytopoint (lokivetmab) rispetto ai glucocorticoidi. Seguiamo il nostro paziente per le 8 settimane di terapia antiprurito e dieta medicale e immaginiamo che tutto proceda bene. A 8 settimane tolgo il farmaco per la gestione del prurito e lascio solo l’alimento idrolizzato: se il cane dopo meno di 24 ore riprendere a grattarsi e ho escluso cause parassitarie, sovrainfezioni e reazioni avverse al cibo, mi resta come ultima diagnosi la dermatite atopica.

LA COLLABORAZIONE VETERINARIO – PROPRIETARIO E’ DI FONDAMENTALE IMPORTANZA

TEST ALLERGICI

Ha senso svolgere i test allergologici se poi si intraprende una immunoterapia iposensibilizzante (ASIT) sottocutanea o sublinguale. L’ASIT coadiuva la terapia per la dermatite atopica e serve a “insegnare” al sistema immunitario del paziente a non rispondere in maniera esagerata agli allergeni ambientali, in modo che, in futuro, si possa sospendere o ridurre la terapia farmacologica classica contro il prurito. Esistono diversi test allergologici: intradermici, epicutanei o sierologici. Per quanto riguarda il gatto, li sconsigliamo in quanto i risultati non sono attendibili. Nel test intradermico si somministra un allergene tramite siringa nella cute e si controlla la formazione o meno di un pomfo a distanza di 24 e 48 ore. Nei test epicutanei si appoggia una goccia di soluzione contenente l’allergene e si graffia la cute al disotto per permetterne la penetrazione. Con i test sierologici si cercano e misurano le IgE nel sangue contro determinati allergeni ed attualmente risulta la metodica migliore, più rapida, più attendibile e meno invasiva. I test sierologici non fanno diagnosi, spesso ricevo pazienti con i test sierologici e nessuna terapia per la DA e concettualmente non ha senso.

Ricapitolando: se il vostro animale si gratta va visitato, va capita e individuata la causa sottostante ed eventuali complicazioni, va impostato un iter ragionato e un trial terapeutico su misura.

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